SI PARTE!
Domani parto per le sospirate ferie all'estero! Beh, prima qualche giorno in Liguria da un... aspirante parente, poi finalmente l'Olanda, che desidero vedere da tanto tempo! Tre anni fa ci avevamo provato, ma ci eravamo fermati in Belgio, perché c'erano così tante cose da vedere... alla fine, esaurite le finanze, eravamo tornati a casa con l'idea di replicare l'anno seguente. Invece le trattative con le figlie in crescita si sono fatte sempre più estenuanti, per cui ogni anno c'è una concertazione peggio che il governo coi sindacati... e l'Olanda è ancora là che ci aspetta.
Eppure ieri sera, cercando di addormentarmi (d'estate divento nottambula), non riuscivo a pensare alle vacanze imminenti: pensavo a che cosa staranno facendo i miei studenti. E' una condanna, questa, di affezionarcisi così, visto che poi si perdono irrimediabilmente di vista, anche se non proprio tutti...
Beh, pensavo alle ragazze e ai ragazzi della quinta appena scodellata fuori dal liceo, a che cosa faranno nella vita, a quelli che hanno avuto soddisfazione dall'esame, a qualcuno che avrebbe dovuto averne un po' di più, a quelli che mi hanno chiesto apertamente spiegazioni e a quelli che ingoieranno in silenzio, anche ai venditori di aria fritta che se la sono cavata, e che forse continueranno a vendere aria fritta per tutta la vita, a chi è stato palesemente aiutato e forse pretenderà di essere aiutato per tutta la vita... E mi chiedevo: che cosa ho trasmesso, io, a loro? Mah, è sempre un mistero...
E poi mi sono venuti in mente quelli di quarta, e mi ha assalito una sensazione ben nota... So che ho ancora un anno, poi basta: voglio che sia, come ogni anno, il migliore degli anni possibili... ma so che ci sono tanti intoppi, primo fra tutti un'organizzazione della scuola meschina, tutta fatta di spazietti e mezzucci, a cui tanti si sono adattati, sopravivendo, e a cui qualcuno non riesce ad adattarsi, raccogliendo la mia umana solidarietà ma, purtroppo, anche i miei professorali votacci. Insomma, c'è un mucchio di ragazze e ragazzi splendidi, tutti impegnati in quel lavoro faticosissimo che è la crescita (smettiamola coi luoghi comuni sull'età più bella, che per tanti è una fatica bestiale), tutti alla ricerca di un proprio stile di vita... e si trovano in un ambiente che dovrebbe aiutarli a formarsi, che ci prova anche, ma quali sono gli obiettivi? Aiutarli ad inserirsi costruttivamente nella società, direbbero in molti. Ora, questo costruttivamente, però, non tutti lo vediamo nello stesso modo. Perché molti vogliono formare dei perfetti ingranaggi del macchinario, mentre qualcun altro mira molto più in alto: vorrebbe aiutare delle persone a prendere sempre più coscienza della propria ricchiezza interiore e delle proprie possibilità di migliorarlo, questo meccanismo pieno di falle che è il nostro mondo. Visto così, il lavoro è molto più difficile, ma anche molto più affascinante. Peccato che si scontri con le pigrizie di tutti, le mie, quelle dell'ambiente, anche quelle dei ragazzi... che lamentarsi è facile, ma rimboccarsi le maniche un po' meno. Eppure io sono convinta che anche il più pigrone, quando ha chiaro lo scopo, se si sente appoggiato non può fare altro che lanciarsi. Se penso alle faticate che sono disponibili a farsi tutti quanti, quando c'è di mezzo qualcosa che per loro è importante... (vedi scuola guida). Mah... riflessioni alla deriva, da notte estiva. Però sono sicura che prima di settembre questa mia testa testarda partorirà almeno qualche idea più coerente e costruttiva sull'argomento.
Per il momento, serve uno stacco: Olanda, arrivo!